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«Chi l’avrebbe detto che un giorno saremmo stati i primi nella storia ad avere la residenza in barca a vela a Venezia. Una barca che quindi merita di essere chiamata “Ca’ Denecia”, come i preziosi palazzi veneziani».

 

Venezia come non l’avete mai vista, come non la si vedeva forse dall’epoca della sua fondazione. Roberto Soldatini trascorre un anno nella città lagunare vivendo sulla sua barca Denecia, osservando la città e la sua laguna da un punto di vista speciale e in un periodo in cui non è invasa dai turisti. I veneziani si riappropriano delle loro calli e dei loro canali. Normalmente restano dietro le quinte di uno spettacolo che non gli appartiene, come dei figuranti. Ma, appena gli «invasori» vanno via, escono come dopo un’assedio, e si ritrovano a vivere la loro città solo tra veneziani, riconoscendo ancora una volta il volto reale e autentico di un luogo unico al mondo.

«Una Venezia nuova, fuori dai classici percorsi turistici», scrive nella postfazione Sergio Nazzaro. «Un libro di nostalgia e malinconia, di scoperta, di conferma.

 

Roberto Soldatini (Roma, 1960) è direttore d’orchestra, compositore, violoncellista e scrittore. Dall’età di quindici anni ha svolto attività concertistica da solista. Come direttore ha guidato le orchestre di alcune delle maggiori istituzioni europee e americane. Dal 2011 vive sulla sua barca a vela Denecia II, alternando lunghi periodi di navigazione a quelli in porto per svernare. Con Mursia ha pubblicato Denecia. Autobiografia di una barca (2018) e Denecia. Approdi nella pandemia (2021).

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